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L'ambiente circostante
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Il clima, la vegetazione, la fauna


La Sicilia è nota per la mitezza della sua natura,  i sereni  colori del cielo e la grande quantità di sole.Il suo clima infatti, è del tipo mediterraneo lungo le coste con estati calde ma non caldissime per la presenza della brezza marina,  inverni moderati e brevi durante i quali sono concentrate le piogge. Addentrandosi all'interno dell'Isola, gli scarti di temperatura tra il semestre estivo e quello invernale  si accentuano e le precipitazioni diminuiscono; sulle montagne, ed in particolare sull'Etna, l'altitudine influenza ulteriormente il clima.

L'Isola del sole


Le giornate totalmente serene sono in numero elevato, nel complesso: nell'anno, mediamente 98 a Palermo, 110 a Messina e 135 a Siracusa; le ore di sole sono 2.200 a Palermo e 2.528 a Catania (la punta massima in Italia). Così  paragonandola alle 1.200 ore medie di sole della Svizzera,  1.600 della Gran Bretagna o 1.800 della Francia, si capisce perché la Sicilia è detta  L’Isola del sole.
Le precipitazioni, già di per sé poco abbondanti, si concentrano tutte nel periodo autunno-inverno; nei mesi estivi, giugno, luglio e agosto, molte località ricevono meno di mm 20 di pioggia divenendo così siccitose dando luogo ad  un altro fattore: la maggior parte della superficie dell'Isola - circa i due terzi - è formata da terreni poco permeabili o impermeabili: tutto l'interno è prevalentemente argilloso; l'acqua che cade dal cielo come pioggia, invece di formare larghi depositi idrici sotterranei, le cosiddette falde freatiche, corre  direttamente al mare. Così soltanto nei terreni permeabili calcarei,  arenacei , vulcanici fratturati  come nei Peloritani, negli Iblei ed in altre più piccole aree sparse, l'acqua penetra profondamente nel suolo  dando luogo  alla formazione di numerose sorgenti che  in estate  alimentano i corsi d'acqua  direttamente e dissetano i campi coltivati. La distribuzione delle piogge nel corso dell'anno e la prevalenza dei terreni impermeabili spiegano così facilmente il carattere peculiare dei corsi d'acqua siciliani.
Le precipitazioni nevose sono occasionali nell'Isola, tranne che sull'Etna dove oltre i 2 mila metri la neve rimane per circa 6 mesi all'anno (fine novembre-giugno).
I venti, per lo più provenienti dal mare, mitigano le temperature estive sul versante tirrenico; nel versante centro-meridionale il vento più importante è lo Scirocco, che proviene dall'Africa, trascinando con sé la sabbia del deserto.
Questo vento, che dura in genere per almeno tre giorni, porta umidità e cielo caliginoso e opprimente sulla costa orientale dell'Isola mentre porta caldo secco sulla costa occidentale, su cui arriva dopo aver attraversato tutta la parte centrale della Sicilia.

I giardini della costa


Lungo quasi tutta la fascia costiera dell'Isola, la gaiezza e l'ubertosità delle colture si deve certamente  al clima più mite ed alla maggior dovizia di acque sotterranee alle quali attingono abbondantemente i pozzi. In questa frangia esterna, più o meno ampia, dominano ora l'olivo e la vite,  il mandorlo, il pistacchio  introdotti dal Vicino Oriente sin dall'antichità; o in aree più limitate, il nocciolo proveniente dalla Campania,  il carrubo, il sommacco , il gelso, tipicamente Arabi,  il limone , l'arancio amaro,l'arancio dolce , il mandarino, trapiantati qui  tardivamente, il ficodindia e l'agave  caratteristici di tutte le costiere mediterranee da sembrare piante indigene provenienti dal nuovo continente (America centrale). Questo paesaggio ricco di colture lussureggianti e di pregio non ravviva  completamente  tutto il litorale siciliano. La più grossa lacuna si può osservare sul Mar di Sicilia: qui, tra Menfi e Gela, il paesaggio arido della steppa interna straripa largamente e prepotentemente fin sul mare.

 

I laghi di Ganzirri e Torre Faro


Situati a Nord di Messina, i laghi salmastri di Ganzirri e Faro comunicano con il mare tramite canali d’alimentazione utilizzati generalmente per l’allevamento dei Mitili. Il laghi di Ganzirri e di P. Faro detti “Pantano Grande”  e “Pantano Piccolo”per le diverse dimensioni  sfociano nelle acque dello Stretto presso la chiesa di  Faro e lungo costa tirrenica in c.da "Torre bianca". In entrambi i laghi la fauna  variegata individua  cefali, branzini, orate, anguille, gamberetti, ghiozzi e vari tipi di crostacei. La posizione geografica particolare dei laghi, ne ha fatto un luogo di sosta per uccelli migratori che si fermano da queste parti durante le migrazioni primaverili e autunnali. E’ facile osservare Aironi, Cormorani, Fenicotteri e Cigni.


Una tappa per i migratori


Sulle montagne e nelle parti più interne è possibile ancora trovare alcuni esemplari di lupo,  volpi, gatti selvatici, martore, donnole, ricci, lepri, ghiri, rettili e anfibi. Numerosi  invece, sono  gli uccelli  migratori che nei loro spostamenti fanno tappa in Sicilia due volte l'anno: in primavera e in autunno.
La punta estrema della Sicilia, compresa tra Noto , Vittoria e  Capo Passero, è la zona ideale per i banchi di migratori   per la posizione e  la presenza di vasti stagni e paludi costiere nelle quali approdano branchi di 5-8 mila capi delle specie più varie come i colombacci, i corvi, i pellicani, le cicogne, le rondini, le anatre, le folaghe, le beccacce, i beccaccini, le quaglie, i rondoni, i cuculi.

 

 

 

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